the football WE like » Hammarby IF the first football social blog - we are a blog about football, on and off the pitch - write your own football article Tue, 11 Sep 2018 16:29:36 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=3.8.27 Preview: Svezia – Allsvenskan 2016 – Parte I /preview-review/svezia-allsvenskan-2016-partei/ /preview-review/svezia-allsvenskan-2016-partei/#comments Fri, 22 Apr 2016 14:31:21 +0000 /?p=4135 L’Edizione 2016 dell’Allsvenskan, il massimo Campionato svedese, è iniziata da poche giornate: lo scorso anno questa competizione, spesso contendibile da un numero relativamente elevato di squadre, ci aveva entusiasmato, grazie soprattutto ad una tiratissima...

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Allsvenskan-2016

L’Edizione 2016 dell’Allsvenskan, il massimo Campionato svedese, è iniziata da poche giornate: lo scorso anno questa competizione, spesso contendibile da un numero relativamente elevato di squadre, ci aveva entusiasmato, grazie soprattutto ad una tiratissima volata a tre per la conquista del Titolo, risoltasi solo all’ultima giornata in favore dell’IFK Norrköping.
Quest’anno abbiamo deciso di provare a presentarvi tutte le 16 squadre al via, sperando che possiate apprezzare.
Nel presente articolo iniziamo con le prime otto, in rigoroso ordine alfabetico: AIK, BK Häcken, Djurgårdens IF, Falkenbergs FF, Gefle IF, GIF Sundsvall, Hammarby IF, Helsingborgs IF

 

AIK

Squadra storicamente da piani alti della classifica – 11 Titoli svedesi in bacheca – nonchè una delle più sostenute nel Paese: lo scorso anno, pur perdendo pedine importanti come Alexander Milosevic, Ibrahim Moro, Kennedy Igboannike, Nabil Bahoui e, soprattutto, il costaricano Celso Borges, arrivò comunque un terzo posto finale dopo una testa a testa per il titolo – con IFK Norrköping e IFK Göteborg – durato fino all’ultima giornata, grazie soprattutto ad un filotto di 9 vittorie consecutive nella seconda metà della Stagione.
Quest’inverno i movimenti di mercato più importanti sono arrivati sul fronte offensivo, che ha visto partire il sierraleonese Mohamed Bangura, uno che difficilmente fa due anni di fila nella stessa squadra, in direzione Cina, e l’eritreo Henok Goitom, ex Udinese, in direzione Getafe.
In porta confermatissimo il numero 1 Patrik Carlgren, neo Campione d’Europa con l’Under 21, mentre al centro della difesa, accanto all’esperto gigante olandese Jos Hooiveld, tornato la scorsa Estate all’AIK dopo 5 anni e mezzo in giro per il Regno Unito (Celtic, Norwich, Southampton e Milwall), dovrebbero giocarsi il posto l’altrettanto esperto Per Karlsson, una delle bandiere del club, ed il giovane finlandese Sauli Väisänen, Nazionale Under 21 del suo Paese.
A destra trova posto il Nazionale islandese Haukur Heidar Hauksson, che potremmo forse vedere più da vicino ad Euro 2016, mentre a sinistra gioca il capitano, il 36enne Nils-Eric Johansson, all’AIK dal 2007, quando arrivò dal Leicester City.
Il nucleo del centrocampo è di matrice africana, in quanto dovrebbe basarsi nuovamente sull’esperienza di Dickson Etuhu, ex Fulham ed ex Nazionale nigeriano, e sulla freschezza del 19enne ghanese Ebenezer Ofori, mentre sugli esterni dovrebbero alternarsi il nippo-svedese Stefan Ishizaki, ex Elfsborg e LA Galaxy, ma ha anche un fugace lontano passato in Italia (Genoa), Johan Blomberg ed il Nazionale iracheno Ahmed Yasin.
Il jolly Amin Affane, 22 anni, che al momento non sembra aver mantenuto le attese di quando era in orbita Chelsea, dovrebbe garantire fantasia e duttilità, potendo giocare sia come ala che come trequartista o seconda punta, permettendo al mister Andreas Alm, in sella da cinque anni, di passare da un classico 4-4-2 al 4-2-3-1.
Nel rivoluzionato settore offensivo abbondano i centimetri, grazie al ritorno del finlandese Eero Markkanen (1,97 m) dalla non fortunatissima esperienza al Real Madrid Castilla, agli arrivi dell’Ibra dei poveri (anche lui ha origini bosniache) Denni Avdic (1, 93 m), tornato in Svezia dopo alcuni anni spesi fra Germania e Paesi Bassi, e del giovane Sergio Carlos Strandberg (1,87), giunto in prestito dal CSKA Mosca, ed alla conferma del norvegese Fredrik Brustad (1,92 m).

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]]> /preview-review/svezia-allsvenskan-2016-partei/feed/ 0 Vienna e Stoccolma, quando i tifosi smontano lo stadio ! /altre-notizie/vienna-e-stoccolma-quando-i-tifosi-smontano-lo-stadio/ /altre-notizie/vienna-e-stoccolma-quando-i-tifosi-smontano-lo-stadio/#comments Sat, 15 Nov 2014 18:53:18 +0000 /?p=3188 Anche se dal titolo non si direbbe, questa volta non parleremo di incidenti verificatisi all’interno di uno stadio durante un match di calcio ! Prima di tutto ci spostiamo a Stoccolma, in Svezia, più precisamente...

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Anche se dal titolo non si direbbe, questa volta non parleremo di incidenti verificatisi all’interno di uno stadio durante un match di calcio !

Prima di tutto ci spostiamo a Stoccolma, in Svezia, più precisamente nel quartiere meridionale della città, dove gioca la squadra dell’Hammarby IF, una delle più seguite del Paese, che ha da poche settimane riconquistato la promozione in Allsvenskan, la massima serie del calcio svedese.
Il Bajen, questo il soprannome della squadra, attualmente gioca i propri incontri casalinghi alla moderna Tele2 Arena, stadio, inaugurato nell’Estate 2013, in grado di contenere 30.000 spettatori e che nell’ultima, vincente, stagione ha registrato un’affluenza media di circa 20.000 spettatori a partita, registrando a volte anche il tutto esaurito.

Tuttavia, prima di trasferirsi nelle sua nuova casa, l’Hammarby militava nel vecchio ma caratteristico Söderstadion, costruito nel 1966 e praticamente incastonato fra altri edifici, in una zona dove ora sorge anche la famosa cupola panoramica del Globen, che sovrasta un importante palaghiaccio: in questo impianto, che poteva contenere circa 16.000 spettatori, è lo stadio in cui nel 2001 l’HIF ha vinto il suo unico Campionato svedese, ed al quale i tifosi del Bajen sono tuttora molto affezionati.
Tuttavia l’affetto dei tifosi non ha evitato che nel 2013 il Söderstadion chiudesse i battenti dopo l’incontro fra Hammarby IF ed Ängelholms FF, terminato 1-1, con l’ultima rete della storia dell’impianto siglata dal Capitano della squadra di casa, Kennedy Bakircioglü.
Per poco più di un anno questo stadio è rimasto al suo posto, a circa 200 metri di distanza dalla Tele2 Arena, ma ha ormai le ore contate, in quanto presto verrà rimpiazzato dai soliti negozi ed abitazioni di circostanza: pertanto, Sabato scorso, prima della sua demolizione, la Società svedese ha permesso ai suoi sostenitori di entrare nell’impianto e di portarsi via, come ricordo, qualsiasi oggetto avessero voluto e/o sarebbe potuto tornare loro utile.
Sono così giunte allo stadio diverse centinaia di sostenitori della squadra biancoverde, di tutte le età, armati di seghe, scalpelli, cacciaviti, pale e strumenti improvvisati, e si sono portati a casa panche, cartelloni, mattonelle, zolle d’erba, seggiolini ed ogni altro genere di oggetti, spesso dalla dubbia utilità, in un’atmosfera un po’ malinconica.
Se abbiamo tradotto bene dallo svedese la didascalia di una foto, segnaliamo la storia di un anziano tifoso dell’AIK, squadra rivale dell’Hammarby, che si è recato al Söderstadion per prendere una zolla d’erba e portarla sulla tomba della moglie scomparsa, tifosissima del Bajen.

 

 

Per ulteriori foto, consigliamo la lettura di questo articolo.

Ora ci apprestiamo a cambiare Nazione, cambiare città, ma non a cambiare i colori di squadra, che restano il bianco ed il verde !
Ci spostiamo infatti in Austria, a Vienna, dove lo SK Rapid Wien da questa Stagione ha abbandonato il proprio stadio di casa, il Gerhard Hanappi Stadion, per spostarsi all’Ernst Happel Stadion, dove solitamente gioca la Nazionale austrica, in attesa che il nuovo Allianz Stadion (24.000 spettatori, 28.000 per alcune partite nazionali) venga edificato sul posto del precedente impianto.
Il Gerhard Hanappi Stadion non era neanche troppo datato, in quanto era stato inaugurato “solamente” 37 anni fa, nel 1977, poteva contenere fino a 18.500 spettatori, e portava il nome di una leggenda del club (vi aveva militato dal 1950 al 1965) e del calcio austriaco, che, dopo aver chiuso la propria carriera da calciatore, ne aveva intrapreso una nuova da architetto ed aveva progettato proprio quello stadio, che gli venne intitolato alla sua morte, giunta nel 1980: il futuro nuovo impianto per ragioni di sponsorship prenderà, almeno fino al 2026, il nome della compagnia di assicurazioni Allianz (notare come anche lo stadio dello FK Austria Wien, storica rivale del Rapid, porti il nome di una compagnia di assicurazioni, la Generali), pertanto a Gerhard Hanappi verrà intitolata una piazza antistate il nuovo impianto.

Nel primo weekend di Ottobre il Rapid ha quindi invitato i propri sostenitori ad una sorta di “Demolition Party“, durante il quale i tifosi hanno potuto portarsi via alcuni pezzi del vecchio stadio di casa. Tuttavia l’iniziativa è stata più organizzata (e più commerciale) rispetto a quella del club di Stoccolma, in quanto i tifosi austriaci sono stati assistiti da alcuni operatori attrezzati, ed hanno dovuto pagare per ogni “souvenir” che hanno deciso di portare a casa propria. C’era un vero e proprio listino prezzi: 19.77 euro (lo stadio venne aperto nel 1977) per un seggiolino, 18.99 euro (la società venne fondata nel 1899) per un pezzo di rete e 5 euro per una zolla d’erba !

 

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Immagine: sportnet.at.

 

Tuttavia questi due eventi, avvenuti nell’ultimo mese e mezzo, hanno dei precedenti: senza scavare troppo in profondità ricordiamo, sempre a Stoccolma, che nel Novembre 2012, pochi gironi dopo aver ospitato il suo ultimo incontro (un match di Europa League fra AIK e Napoli terminato 1-2 per i Partenopei e deciso da un rigore di Edinson Cavani nei minuti di recupero), lo storico Råsunda Fotbollstadion, che aveva ospitato la Finale del Mondiale del 1958, vinta dal Brasile di Pelè proprio contro la Svezia, venne smantellato dai tifosi dell’AIK, che si sarebbe poi trasferito alla Friends Arena. Il club svedese pubblicò poi sulla propria pagina Facebook alcune foto inviategli dai propri sostenitori che mostravano come essi avessero “arredato” le proprie abitazioni con seggiolini, panche ed oggetti di ogni tipo provenienti dal glorioso impianto.

 

Un po’ meno “istituzionale” ed ancora meno autorizzata fu l’opera di demolizione prestata dagli ultras dello FC Utrecht, che, al termine del match contro il PSV del 21 Aprile del 1981, l’ultimo incontro casalingo stagionale, devastarono lo Stadion Galgenwaard, che stava per essere ricostruito.
Potete vedere alcune immagini di questo evento nel video sottostante, a partire dal minuto 04:30.

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Il Genio del Giorno: Jan Gunnar Solli /genio-del-giorno/il-genio-del-giorno-jan-gunnar-solli/ /genio-del-giorno/il-genio-del-giorno-jan-gunnar-solli/#comments Mon, 21 Apr 2014 18:44:31 +0000 /?p=1314   Jan Gunnar Solli è un Norvegese che nacque 33 anni fa (il 19 Aprile) ad Arendal, e che nella vita ha deciso ed è riuscito a fare il calciatore, in particolar modo il...

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Jan Gunnar Solli è un Norvegese che nacque 33 anni fa (il 19 Aprile) ad Arendal, e che nella vita ha deciso ed è riuscito a fare il calciatore, in particolar modo il terzino e l’ala destra, e talvolta pure il mediano.

Non stiamo parlando di un mestierante qualsiasi, in quanto il ragazzo ha collezionato ben 40 presenze (l’ultima nel 2010) ed una rete nella Nazionale norvegese ed ha avuto una carriera di tutto rispetto a livello locale, in quanto ha militato, quasi sempre da titolare, in tutte le grandi squadre del suo Paese: dal 2000 al 2003 ha militato per quattro stagioni nell’Odd Grenland (54 presenze e 0 goal), dal 2003 al 2006 per quattro stagioni (85 presenze e 3 goal) nel Rosenborg BK di Trondheim, la squadra norvegese più forte dell’ultimo ventennio, non ha bisogno di molte presentazioni, e dal 2007 al 2010, ancora per 4 stagioni (97 presenze ed 8 goal), nello SK Brann di Bergen, uno delle squadre con maggior seguito del Paese.

Nel 2011 decide di cambiare aria, e gioca due stagioni, sempre da titolare (55 presenze e 3 goal), nei New York Red Bulls, andando ad infoltire la colonia di calciatori scandinavi che militano nella MLS, in quanto i livelli dei rispettivi campionati sono abbastanza simili, ed in particolare nella squadra de “La Grande Mela”, allenata in quel periodo dallo svedese Hans Backe.

Nel Febbraio 2013 c’è il ritorno in Patria, e gioca un’intera stagione (21 presenze e 2 goal) nell’ultima grande del calcio norvegese che gli mancava, il Valerenga IF di Oslo, ma all’inizio di quest’anno emigra di nuovo, anche se questa volta percorre molti meno chilometri, accasandosi all’Hammarby IF di Stoccolma, una delle squadre più popolari del calcio svedese, che però attualmente è impantanata, da ben 5 Stagioni, in Superettan, la Serie B del Paese scandinavo, e non riesce a risalire, nonostante un seguito da squadra di categoria superiore.

Come se non bastasse, in Patria Jan Gunnar è anche un rinomato DJ, conosciuto come DJ Solli, che ha anche suonato prima delle esibizioni di artisti del calibro di Calvin Harris e David Guetta.
Non ci resta che proporgli un duetto con Paolo De Ceglie !

 

Come potete ben immaginare, un po’ per la sua carriera calcistica, un po’ per quella musicale, (DJ) Solli è abbastanza popolare nel suo Paese, ma non si può dire altrettanto a livello internazionale, dove è sconosciuto a molti, o considerato come un onesto mestierante della fascia destra.
Ebbene tutto ciò, almeno per qualche giorno, è destinato a cambiare, in quanto il buon Jan Gunnar si è ritagliato i suoi 15 minuti di celebrità che, secondo Andy Warhol, spettano a chiunque una volta nella vita: siamo nel finale dell’incontro Hammarby IF – Degerfors IF, che la squadra di casa sta conducendo per 5-0, quando Solli decide di nascondere, senza toccarla con le mani, la palla sotto la maglietta e trattenerla per qualche istante, per poi rilasciarla, ma l’arbitro non ha evidentemente apprezzato, al contrario nostro, la genialità e l’umorismo di tale gesto, e non solo gli ha fischiato fallo, ma lo ha anche ammonito (il video è all’inizio del post).
Il Norvegese si è subito scusato sia con l’arbitro che con gli avversari, che lo stavano fissando con sguardo minaccioso, in quando supponiamo che, sotto di cinque goal, abbiano letto tale gesto in chiave irrisoria !

Infine sottolineiamo con piacere che l’incontro si è svolto davanti a 29.307 spettatori (la Tele2 Arena, lo stadio, inaugurato lo scorso anno, che l’Hammarby IF condivide con il Djurgardens IF, ne contiene circa 33.000), una cifra assai degna di nota in un campionato, la Superettan, che in genere, escluso il Bajen (il soprannome della squadra di Solli), registra in media 2/3.000 spettatori a partita: va detto che il primo incontro casalingo stagionale, in alcuni Paesi, come la Svezia, è particolarmente sentito e registra affluenze (molto) superiori alla media, a ciò vale in particolare per l’Hammarby IF, per il quale è una sorta di rito tradizionale, preceduto da un piuttosto numeroso corteo pre-partita in direzione stadio.
Speriamo che durante la stagione l’affluenza non crolli troppo !

Nel video sottostante ecco alcuni momenti dell’atmosfera e della coreografia pre-gara:

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