the football WE like » Maxi Lozzo the first football social blog - we are a blog about football, on and off the pitch - write your own football article Tue, 11 Sep 2018 16:29:36 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=3.8.27 Calciatori Grassi: Dave Mussard /calciatori-grassi/dave-mussard/ /calciatori-grassi/dave-mussard/#comments Tue, 11 Sep 2018 16:29:36 +0000 /?p=4496 Dave Mussard – Immagine: @Emperor_derek. Il colore della maglia è lo stesso, i lineamenti, il taglio di capelli e – soprattutto  - la mole pure, ma purtroppo, o forse per fortuna, il “Fenomeno” Ronaldo Luís...

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Dave Mussard Seychelles - Twitter Emperor_derek
Dave Mussard – Immagine: @Emperor_derek.

Il colore della maglia è lo stesso, i lineamenti, il taglio di capelli e – soprattutto  - la mole pure, ma purtroppo, o forse per fortuna, il “Fenomeno” Ronaldo Luís Nazário de Lima non è tornato al calcio giocato.

In questi giorni stanno facendo il giro del mondo le immagini di Dave Mussard, il portiere che ha difeso i pali delle Isole Seychelles contro la Nigeria nel match di qualificazione alla Coppa d’Africa 2019 – la prima a 24 squadre – nel quale la Selezione isolana ha portato a casa una sconfitta casalinga nel complesso abbastanza dignitosa, perdendo solamente per 0-3 con le Super Aquile.
Dal momento che noi ci occupiamo di calciatori non proprio al top della forma da tempi non sospetti, non potevamo certo tacere, anche se oramai non ci resta che unirci al coro.

UNA NAZIONALE PART-TIME

Come potrete ben immaginare, le informazioni sul calcio e sui giocatori delle Seychelles non sono particolarmente facili da reperire, e soprattutto non sono granché corpose.
Va innanzitutto considerato che i componenti di questa Nazionale militano quasi tutti nel Campionato locale, e pertanto la quasi totalità di essi sono dilettanti, tanto che lo stesso selezionatore di questa rappresentativa, Gavin Jeanne, avrebbe dichiarato che spesso è difficile costruire un gruppo “stabile” in quanto deve far fronte ai vari impegni di lavoro dei propri giocatori, che talvolta impediscono loro di rispondere alle convocazioni, ed al tempo stesso sottolineato i sacrifici che i suoi ragazzi devono fare per riuscire a coniugare la loro attività lavorativa con quella sportiva.
Va da sé che il palmares delle Seychelles non sia propriamente di prim’ordine: nessuna qualificazione né per i Mondiali né per la Coppa d’Africa, mai superato il primo turno o la Fase a Gironi della COSAFA Cup, una competizione regionale riservata alle Federazioni dell’Africa meridionale, ma una vittoria nell’Edizione casalinga del 2011 dei Giochi delle Isole dell’Oceano Indiano, che rappresenta l’unico successo di questa Nazionale, attualmente alla 188esima posizione – su 211 – del Ranking FIFA.

IL PORTIERE PASTICCIERE

Uno dei molteplici calciatori part-time selezionati da Mister Jeanne è proprio il “nostro” Dave Mussard, che ha 31 anni e che – secondo Transfermarkt – durante l’anno difende la porta del club locale del La Passe FC ed ha debuttato in Nazionale proprio nel match contro la Nigeria, ma c’è la possibilità che queste informazioni siano incomplete o non aggiornate.
A proposito di informazioni incomplete, abbiamo trovato la sua altezza, che pare sia di 1,87m, ma purtroppo non abbiamo il dato che più ci interessa, quello dei chilogrammi, che comunque supponiamo sia a tre cifre; nel dubbio, eviteremmo di farlo arrabbiare.

Nella vita Dave lavora all’Hotel Pataran sull’Isola di La Digue, e per fare la spola fra allenamenti e luogo di lavoro deve fare ogni volta un viaggio in barca di un quarto d’ora; l’occupazione di questo splendido personaggio che sembra uscito da Capitan Tsubasa/Holly & Benji (Taichi Nakanishi a.k.a. Teo Seller, portiere della Norfolk) contribuisce a renderlo ancora più meraviglioso di quanto già sia, in quanto di mestiere – immaginiamo non ne sarete poi così sorpresi – fa il pasticciere !

Qui di seguito potete trovare gli highlights della sfida contro la Nigeria, in cui il nostro eroe è parecchio sfortunato con i legni, anche se comunque le movenze non sembrano particolarmente feline !

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Il Genio del Giorno: Pione Sisto /genio-del-giorno/pione-sisto/ /genio-del-giorno/pione-sisto/#comments Sat, 08 Sep 2018 11:45:38 +0000 /?p=4492 Pione Sisto – Immagine: moiceleste. In questi giorni sta facendo il giro del mondo la notizia dello sciopero dei giocatori della Nazionale di calcio danese in vista dei match in programma contro Slovacchia (amichevole)...

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Sisto Pione Celta Vigo Foto moiceleste
Pione Sisto – Immagine: moiceleste.


In questi giorni sta facendo il giro del mondo la notizia dello sciopero dei giocatori della
Nazionale di calcio danese in vista dei match in programma contro Slovacchia (amichevole) e Galles (UEFA Nations League): alla base del contendere ci sarebbero principalmente divergenze fra calciatori e Federazione sui diritti di immagine, oltre a – supponiamo tematiche più marginali – diverse vedute sull’organizzazione dei trasferimenti e delle sistemazioni in occasione delle trasferte della Nazionale.

Il sindacato dei calciatori danesi ha così proclamato lo sciopero, e pertanto i giocatori professionisti danesi non si sono resi disponibili per affrontare Slovacchia e Galles: la Federazione calcistica del Regno di Danimarca è così scesa ai ripari, convocando per le due sfide una selezione composta da calciatori dilettanti militanti in terza e quarta serie e da giocatori di Calcio a 5, affidata alla guida di John Jensen, ex-mediano dell’Arsenal e Campione d’Europa del 1992 con la Nazionale.

La Federazione danese ha optato per questa scelta – rischiando di esporsi a risultati imbarazzanti – piuttosto che non presentarsi, in quanto una situazione simile era già capitata un anno fa, avendo come protagonista la Nazionale femminile: in quel caso andò deserta l’importantissima e con il senno di poi decisiva – vincendo quell’incontro la Danimarca avrebbe vinto il Girone e si sarebbe qualificata direttamente per la Coppa del Mondo, invece ora dovrà disputare i Play-off – sfida di qualificazione mondiale contro la Svezia, e la Danimarca venne punita con una multa ed una sconfitta a tavolino, oltreché con una sorta di “diffida” di quattro anni. Se il fatto si ripetesse, le sanzioni sarebbero ben più grandi, e la selezione maschile verrebbe con ogni probabilità estromessa sia dalla Nations League che dalle Qualificazioni ad EURO 2020.

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

L’undici titolare schierato dalla Danimarca in Slovacchia – Immagine – @Herrelandsholdet Pagina Facebook

Al mondo c’era però una sola persona ignara di tutto ciò, ed il bello è che era proprio uno degli scioperanti, nonché una delle stelle della Nazionale, cioè l’esterno del Celta Vigo Pione Sisto, che si è regolarmente presentato all’appuntamento previsto all’aeroporto di Vienna, dove però non ha trovato alcun compagno di squadra ad attenderlo.
Il calciatore originario del Sud Sudan ha quindi contattato qualche collega, che gli ha spiegato la situazione  e gli ha consigliato di spostarsi a Copenhagen, dove la squadra era riunita per discutere della situazione: ad una rete televisiva, Sisto ha dichiarato che probabilmente non aveva letto qualche messaggio inviatogli dalla Federazione, la quale ha subito confermato di averlo tempestivamente informato.

Alla fine la Danimarca è scesa in campo con la formazione B, per non dire C o D, in occasione dell’amichevole con la Slovacchia, perdendola – fin dignitosamente – per 3-0.

Lo sciopero – guarda a caso in vista del match che più conta – è poi rientrato, almeno per il momento, in quanto sembra essere stato trovato un principio di accordo fra Federazione e Sindacato dei calciatori, e pertanto con il Galles scenderanno in campo i “big”, in attesa che la contesa venga ufficialmente sanata del tutto.

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OT: Olimpiadi 2018 – Parte III /approfondimento/ot-olimpiadi-2018-parte-iii/ /approfondimento/ot-olimpiadi-2018-parte-iii/#comments Thu, 15 Feb 2018 02:34:04 +0000 /?p=4456 Parte I: qui. Parte II: qui. NORVEGIA Superpotenza delle Olimpiadi invernali: l’obiettivo è quello di vincere il medagliere. Lo Sci di Fondo sarà – al solito – terra di conquista per lo squadrone scandinavo,...

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Marit Bjoergen - Immagine: Gregorio Borgia / The Associated Press - www.thestar.com

Marit Bjoergen – Immagine: Gregorio Borgia / The Associated Press – www.thestar.com


Parte I: qui.
Parte II: qui.

NORVEGIA
Superpotenza delle Olimpiadi invernali: l’obiettivo è quello di vincere il medagliere.
Lo Sci di Fondo sarà – al solito – terra di conquista per lo squadrone scandinavo, che sta a questo sport un po’ come il Pattinaggio di velocità pista lunga per i Paesi Bassi.
In campo maschile il superfavorito, praticamente in tutte le gare, dalla sprint a quelle di lunga distanza, è
Johannes Høsflot Klæbo, che sta dominando la corrente Coppa del Mondo, che in alcune gare pare una sorta di Coppa di Norvegia (più fra le donne che fra gli uomini, in realtà).
Nelle varie distanze possono puntare a vincere anche Martin Johnsrud Sundby, Emil Iversen, Simen Hegstad Krüger ed Hans Christer Holund: altri candidati, quantomeno per un posto sul podio, sono Pål Golberg, Finn Hågen Krogh e Didrik Tønseth. Non ci sarà Petter Northug Jr., che da un po’ di anni non è più molto competitivo. Inutile specificare quale sia l’aspettativa per la Staffetta.
In campo femminile il dominio norvegese è ancora più marcato: nelle gare di distanza sono favorite le due che si stanno giocando testa a testa la attuale CdM, Heidi Weng e Ingvild Flugstad Østberg, ma possono giocarsi le proprie carte anche l’inossidabile Marit Bjørgen e Ragnild Haga, mentre nelle gare sprint le atlete di punta sono Maiken Caspersen Falla e Kathrine Rolsted Harsem, ma attenzione alla concorrenza di Svedesi e Statunitensi. Anche in questo caso è superfluo specificare quale sia l’aspettativa dalla staffetta.
Nella Combinata Nordica Jan Schmid è il grande favorito insieme al nipponico Watabe: comunque anche i compagni di squadra Espen Andersen, Jørgen Graabak e Jarl Magnus Riiber possono dire la loro, e non solo per un posto sui gradini più bassi del podio. Nella staffetta probabilmente si giocheranno la vittoria con la Germania.
Nel Salto la Norvegia ha una squadra di alto livello, anche se forse non ha stelle che partono con i favori del pronostico per le gare individuali: comunque quasi tutti possono tirare fuori l’acuto per finire sul podio, in particolare Daniel-André Tande, ma anche Ander Fannemel, Johann André Forfang, capace sia di salti che di passaggi a vuoto decisivi, Robert Johansson ed Andreas Stjernen.
Comunque la gara su cui più i Norvegesi puntano è quella a squadre, dove sono fra i favoriti insieme ai Polacchi (entrambi non hanno mai vinto alle Olimpiadi in questa gara): peccato per loro che in Corea del Sud non ci sia un trampolino di volo, specialità in cui sono gli atleti da battere.
E’ probabile che arrivi una medaglia (anche) dalla gara femminile, in cui Maren Lundby è forse la favorita.
Nello Sci Alpino alcune medaglie arriveranno dal settore maschile: Henrik Kristofferesen è il principale anti-Hirscher nelle discipline tecniche, mentre nelle gare veloci ci sono sempre Aksel Lund Svindal e Kjetil Jansrud (e Aleksander Aamodt Kilde), favoriti in particolare nel Super G.
Fra le donne dovrebbero arrivare meno soddisfazioni: Ragnhild Mowinckel è quella con maggiori (le uniche ?) possibilità di medaglia, mentre Nina Haver-Løseth in stagione ha vinto in parallelo, e potrebbe risultare molto preziosa nel Team Event.
Il Biathlon è un’altra disciplina che regalerà soddisfazioni, in particolare in campo maschile, nel quale ci piange il cuore a comunicarvi che non ci sarà Ole Einar Bjørndalen, leggenda vivente di questo sport, in quanto altri atleti hanno ottenuto risultati migliori nella CdM in corso.
Johannes Thingnes Bø ha dominato, insieme al francese Martin Fourcade, questa stagione, ed i due potrebbero fare altrettanto a Pyeonchang: per salire sui restanti gradini del podio possono tranquillamente provarci anche gli altri Norvegesi, Tarjei Bø, fratello di Johannes, Emil Hegle Svendsen e  Lars Helge Birkeland, mentre Erlend Bjøntegaard ed Henrik L’Abée-Lund sembrano partire leggermente dietro, ma nel Biathlon può accadere di tutto…sempre alle spalle di Martin Fourcade o Johannes Boe !
La staffetta (probabilmente Birkeland, Svendsen, Tajei e Johannes Boe) sulla carta è un’Oro già al collo dei Norvegesi.
Nel comparto femminile la situazione è un po’ diversa, in quanto c’è più spazio e possono puntare ad una medaglia in diverse: probabilmente non ci sono Norvegesi fra le prime cinque favorite, ma biatlete come Marte Olsu, Synnøve Solemdal e, soprattutto, Tiril Eckhoff (molto veloce sugli sci, non sempre stabile al poligono) possono pensare ad una medaglia, eventualmente anche del metallo più pregiato.
La staffetta femminile può pensare al podio se le girasse tutto bene, ma sulla carta ci sono almeno cinque avversarie più competitive (Germania, Francia, Ucraina, Italia e Svezia), mentre quella mista può anche vincere: forse la più forte nelle frazioni degli uomini, molto dipenderà dalle prestazioni delle donne, in particolare da Tiril Eckhoff, che potrebbe fare la differenza e lasciare agli uomini la Norvegia già nelle posizioni di vertice.
Nello Sci Freestyle maschile le maggiori aspettative sono sullo Slopestyle (Øystein Bråten, Ferdinand Dahl e Christian Nummedal), così come in quello femminile (Tiril Sjåstad Christiansen e Johanne Killi).
Anche per quanto riguardo lo Snowboard si punta (solo) su Slopestyle e Big Air, con Marcus Kleveland, Togeir Bergrem, Ståle Sandbech e Mons Røisland che possono portare a casa medaglie nelle gare maschili e Silje Norendal in quelle femminili.
Passiamo al ghiaccio, dove saltiamo le discipline che si svolgono nel budello (c’è solo Alex Hanssen nello Skeleton, che ben che vada finirà a metà classifica), Pattinaggio di figura e Short Track (non ci sono rappresentanti), passando al Curling, in cui la Nazionale maschile può provare ad andare a medaglia, e forse anche la coppia nel Misto. C’è pure la Nazionale di Hockey maschile, una selezione di discreto livello, che però non dovrebbe giocarsi le posizioni che contano.
Rimane il Pattinaggio di velocità pista lunga, dal quale possono arrivare medaglie con Håvard Holmefjord Lorentzen che può giocarsi la vittoria su 500m e 1000m con gli Olandesi e Sverre Pedersen che può pensare al podio su 1500m e 5000m: possono fare bene anche Håvard Bøkko (1500m, 5000m, 10000m) e Sindre Henriksen (1500m, 5000m), oltre al trio nell’inseguimento a squadre, papabile per una medaglia.
Nelle gare femminili possono ottenere buoni piazzamenti Hege Bøkko e, soprattutto, Ida Njåtun, che ci può provare per una medaglia sui 1500m. Purtroppo per le Norvegesi non fa parte del programma olimpico la gara del Teamsprint, in cui soo molto competitive.

ATLETI OLIMPICI RUSSI
Come avrete sicuramente già sentito, a causa del caso doping che ha coinvolto la Federazione russa e sul quale ci sono state polemiche, il CIO ha escluso il Comitato Olimpico russo, invitando però alcuni atleti ritenuti “graditi”, che gareggeranno sotto bandiera olimpica con la dicitura “Olympic Athletes from Russia”.
Quantomeno discutibile la tempistica – circa due settimane prima dell’inizio delle Olimpiadi – con cui è arrivata la lista degli “invitati”, ed il fatto che sono stati esclusi alcuni atleti di punta mai trovati positivi.
Iniziamo dal Pattinaggio di figura, disciplina di grande tradizione per i Russi: nel Singolo maschile i giovani Dmitri Aliev e Mikhail Kolyada ci possono provare almeno per il podio, in una gara che sarà di livello molto alto, mentre nel Singolo femminile Evgenia Medvedeva ed Alina Zagitova sono fra le grandi favorite per la vittoria, con Maria Sotskova che dovrebbe entrare nella top 10.
Nella gara a Coppie ci proveranno Tarasova/Morozov, così come Bobrova/Soloviev, Campioni in carica nella Danza: va da sé che gli atleti russi sono fra i favoriti anche per il Team Event.
Nell’Hockey sono presenti entrambe le rappresentative, con quella maschile fra le favorite per la vittoria, mentre quella femminile sembra avere qualche altra Nazionale davanti: nel Curling la rappresentativa femminile e quella nel misto possono giocarsi l’approdo alle Semifinali, e quindi alle medaglie
Nel Pattinaggio di velocità pista lunga Angelina Golikova e Natalja Voronina possono ottenere buoni piazzamenti, ma per il podio è improbabile, mentre nello Short Track, in cui non è stato “invitato” Viktor An, le maggiori possibilità di medaglia sono rappresentate da Semion Elistratov e Sofia Prosvirnova.
Segnate le rappresentanze nelle discipline sul budello per la vicenda doping. Nel Bob maschile non c’è Alexander Kasjanov, e quindi non dovrebbero arrivare piazzamenti di rilievo, mentre nella gara a 2 femminile Nadezhda Sergeeva potrebbe finire nella top 10.
Nello Skeleton non ci saranno Alexander Tretiakov ed Elena Nikitina, ma ci sarà Nikita Tregubov che potrebbe puntare al podio.
Nello slittino i Russi Semen Pavlichenko e Roman Repilov sono fra i principali sfidanti dei Tedeschi per la vittoria, mentre nel doppio e nel femminile, dove non è stata invitata Tatiana Ivanova, Denysiev/Antonov ed Ekaterina Baturina non dovrebbero ambire ad una medaglia, che però potrebbe anche arrivare nel Team Relay.
Assenze molto importanti anche nello Sci di Fondo: senza Sergey Ustiugov, le principali speranze russe sono sul giovane Alexander Bolshunov, senza dimenticare Alexey Chervotkin, Andrey Larkov e Denis Spitsov, con la Staffetta che si può difendere.
La rappresentanza femminile è piuttosto giovane, con Yulia Belorukova, abile nelle sprint, Anastasia Sedova e Natalia Nepryaeva come atlete di punta.
Senza pretese l’unico rappresentante in Combinata Nordica, mentre nel Salto maschile potrebbe arrivare un piazzamento nei 20, più difficilmente nella top 10, da parte di Kornilov e/o Klimov, e nella gara a squadre può arrivare un piazzamento fra le prime otto.
Non impossibile una medaglia in campo femminile, in quanto Irina Avvakumova non parte favorita, ma è probabilmente fra le prime cinque saltatrici del circuito.
Devastato il Biathlon, disciplina di grande tradizione in Russia, dal momento che andranno in Corea del Sud solo quattro atleti.
In assenza di Anton Shipulin, sarà Anton Babikov l’atleta di punta dei Russi, al quale si aggiunge Matvey Eliseev: sebbene il primo abbia vinto lo scorso anno in CdM, per entrambi è difficile che possa arrivare più di un buon piazamento.
In campo femminile ci sono Tatiana Akimova, atletà da metà classifica in CdM ed Uliana Kaisheva, atleta di vertice, ma in IBU Cup, il circuito di secondo livello: improbabile puntare a più di un piazzamento. La staffetta mista, l’unica per la quale ci sono abbastanza atleti invitati, potrebbe finire nella top 10.
Nello Sci Alpino c’è qualche Russo relativamente competitivo: fra gli uomini Alexander Khoroshilov è stato per alcuni periodi dell’ultimo quadriennio uno dei migliori interpreti dello Slalom, ma quest’anno non sembra molto in forma, mentre Aleksandr Andrienko in questa stagione si è qualificato alcune volte per la seconda manche. Attenzione inoltre a Pavel Trikhichev, che è andato a podio in una delle due gare stagionali in Combinata. In campo femminile Ekaterina Tkachenko può puntare a finire nelle prime trenta.
Nello Sci Freestyle maschile ci possono provare Egor Korotkov, Sergey Ridzik (Ski cross) ed Alexandr Smyshlyaev (Moguls), ma le maggiori chance sono negli Aerials con Ilya e Maxim Burov e Stanislav Nikitin; in campo femminile possibilità per Marika Pertakhiya (Moguls), Valeriya Demidova (Halfpipe), Kristina Spiridonova ed Alexandra Orlova (Aerials).
Buone possibilità anche dallo Snowboard. Nello Slalom Gigante Parallelo possono giocarsi un posto sul podio, anche sul gradino più alto, Vic Wild (Statunitense diventato Russo per matrimonio), il Campione olimpico in carica che però ultimamente non pare brillantissimo, Dmitry Loginov, che sembra però prediligere lo Slalom, che da quest’anno non è più specialità olimpica, e, soprattutto, Andrey Sobolev, mentre Nikolay Olyunin ci può provare nel Cross e Vlad Khadarin ed Anton Mamaev nel Big Air.
In campo femminile possibilità per Kristina Paul e Mariya Vasiltsova nel Cross, anche se sulla carta hanno Michela Moioli e diverse Francesi davanti: le chance di medaglia più alte vengono dallo Slalom Gigante Parallelo, dove Ekaterina Tudegesheva, Natalia Soboleva ed Alena Zavarzina possono trovare un posto sul podio.

PAKISTAN
Due partecipanti nelle solite discipline in cui è più facile qualificarsi: uno sciatore alpino (Vlad Khadarin) ed un fondista (Syed Human).

FILIPPINE
Uno sciatore alpino, Asa Miller, nato negli USA da padre statuntense e madre filippina, ed un pattinatore artistico, Michael Christian Martinez, che a Sochi chiuse 19esimo. Si è qualificato grazie alla rinuncia del proprio posto parte della Svezia.

Kamil Stoch - Immagine: PAP/EPA / PAP/EPA/CHRISTIAN BRUNA - https://sportowefakty.wp.pl

Kamil Stoch – Immagine: PAP/EPA / PAP/EPA/CHRISTIAN BRUNA – https://sportowefakty.wp.pl


POLONIA

Si punta molto sul Salto, in cui Kamil Stoch, Campione Olimpico a Sochi su entrambi i trampolini e fresco vincitore – con grande slam – della seconda Tourné dei Quattro Trampolini consecutiva, è uno dei 2-3 grandi favoriti. Può provarci per il podio un Dawid Kubacki in continua crescita, mentre Stefan Hula, Maciej Kot e Piotr Żyła possono potenzialmente piazzarsi nella top 10: di conseguenza ci sono aspettative molto alte sulla Gara a Squadre, in cui i Polacchi, pur non avendo mai ottenuto medaglie olimpiche in questo evento, si giocheranno la vittoria con Norvegia e Germania. Singolare come ad un livello maschile molto alto ne corrisponda uno femminile molto basso, tanto che la Polonia non partecipa alla gara femminile.
Nella Combinata Nordica ci sono quattro atleti, ma nessuno di essi ha possibilità di lasciare il segno.
Storia simile anche nello Sci di Fondo, in cui c’è sempre la 35enne plurimedagliata Justyna Kowalczyk, che però quest’anno non sembra poter ambire a medaglie: per il resto può forse arrivare qualche piazzamento dignitoso nelle Sprint.
Nel Biathlon sorvoliamo sul comparto maschile per soffermarci su quello femminile, dove ci sono alcune discrete atlete come Magdalena Gwizdoń, Krystyna Guzik, Monika Hojnisz e Weronika Nowakowska, che probabilmente non avranno possibilità di medaglie – al limite la Nowakowska – ma che potranno essere competitive nella Staffetta femminile, in cui è alla portata un piazzamento intorno alla quinta posizione e forse possono anche venire considerate outsider per un posto sul podio.
Fra i tre atleti che rappresenteranno la Polonia nello Sci Alpino, quella che potrebbe far meglio è Maryna Gąsienica-Daniel, che cercherà di entrare nella top 20 nella Combinata; neanche dallo Snowboard e dallo Sci Freestyle (al limine ci può provare Karolina Riemen nello Sci cross) dovrebbero arrivare medaglie.
Nel Pattinaggio di velocità pista lunga possono ottenere buoni piazzamenti – provandoci per una difficile medaglia – Zbigniew Bródka, che quattro anni fa rovinò la festa agli Olandesi sui 1500m, ma che quest’anno non dovrebbe potersi ripetere, Konrad Niedźwiedzki, Jan Szymański ed Artur Waś, mentre in campo femminile le Polacche, a podio da Vancouver 2010, ripongono le loro principali speranze nella gara ad inseguimento a squadre.
Da Pattinaggio di figura, Short Track e Skeleton, Bob e Slittino non dovrebbero arrivare risultati di rilievo.

PORTOGALLO
Rappresentanza senza pretese nello Sci Alpino (Arthur Hanse) e Sci di Fondo (Kequyen Lam, nato nell’ex-colonia di Macao).

PORTORICO
Uno Sciatore alpino, il gigantista Charles Flaherty, nato negli USA ma residente a Portorica da alcuni anni.

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Potete trovare la Parte I qui:

GRAN BRETAGNA
Il Team GB parte con l’obiettivo di otenere cinque medaglie, che sarebbero un record per questo Paese nelle Olimpiadi invernali, anche se quelle potenzialmente raggiungibili potrebbero anche essere una decina.
Ci si aspetta molto dal Curling, nel quale sia la rappresentativa maschile che quella femminile dovranno difendere, e possibilmente migliorare, i podi ottenuti a Sochi. La Gran Bretagna si è qualificata grazie ai risultati ottenuti ai Mondiali dalla Scozia, perché, come nel Calcio e nel Rugby, al di fuori delle Olimpiadi ci sono Federazioni separate.
Nello Skeleton femminile Lizzy Yarnold – Campionessa olimpica in carica – e Laura Deas hanno chiuso la CdM fra le prime dieci: un posto sul podio non è utopia, ma partono dalla seconda fila, mentre nella gara maschile Dominic Parsons e Jeremy Rice sarebbero più che soddisfatti di un posto tra i primi dieci.
Nello Slittino, nel Bob a 2 maschile ed in quello femminile (Mica McNeill potrebbe ambire alla top 10) non ci sono grandi pretese, mentre nel Bob a 4 sia Lamin Deen che Brad Hall hanno portato i propri equipaggi sul podio in questa stagione di CdM: non partono fra i favoriti, ma un buon piazzamento è alla portata.
Nel Pattinaggio di figura il Regno Unito è rappresentato solamente nella Danza, nella quale Nick Buckland e Penny Coomes dovrebbero finire nella top 10, mentre nel Pattinaggio di velocità Short Track può andare a medaglia Elise Christie.
Nello Sci Alpino lo slalomista Dave Ryding può dare la caccia ad una medaglia che sarebbe storica: rispetto allo scorso anno sembra leggermente in flessione, oltre al fatto che Hirscher e Kristoffersen paiono di un altro pianeta, ma resta comunque uno dei migliori interpreti in questa specialità. In campo femminile Alex Tilley può fare una figura dignitosa nelle discipline tecniche, avendo già ottenuto qualche piazzamento fra le migliori 30 in CdM.
Nel Biathlon c’è solo l’ex soldatessa Amanda Lightfoot, atleta che gareggia regolarmente in CdM, seppur raramente superi la metà della classifica: nello Sci di fondo gli Scozzesi Andrew Young e, soprattutto, Andrew Musgrave hanno invece concrete possibilità di medaglia.
Nello Sci freestyle, James Woods, Katie Summerhayes ed Isabel Atkin ci possono provare nello Slopestyle, mentre nello Snowboard quella con maggiori possibilità di medaglia è Katie Ormerod nel Big Air.

GRECIA
Non può certo mancare la Nazione che ha inventato le Olimpiadi.
Delegazione giusto di rappresentanza, con 4 atleti equamente distribuiti fra Sci Alpino (Ioannis Antoniou e Sophia Ralli) e Sci di Fondo (Apostolos Angelis, all’uso anche biathleta, e Maria Danou).

HONG KONG
Una sola rappresentante nelle discipline tecniche dello Sci Alpino, Arabella Ng.

UNGHERIA
Delegazione di una ventina di atleti, che cercheranno di portare la prima medaglia olimpica invernale all’Ungheria, ferma a quota 6 – tutte nel pattinaggio di figura – da Lake Placid 1980.
Lo sport in cui si punta di più è lo Short Track, in cui l’Ungheria è una potenza a livello europeo, ma quando entrano in scena le big asiatiche e nordamericane spesso non riesce a tenere il passo.
Quasi tutte le speranze sono sul giovane Sándor Liu Shaolin (22, padre cinese e madre ungherese), già presente a Sochi, e sul fratellino Shaoang Liu (19), che arrivano in Corea dopo aver conquistato medaglie mondiali e podi in CdM, e rientrano quindi fra i favoriti: potranno inoltre trascinare i compagni Viktor Knoch e Csaba Burján (o Bence Oláh) nella staffetta, in cui la vittoria è difficile, ma non una medaglia.
In campo femminile difficile che arrivino medaglie individuali, ma ci può fare un pensiero la staffetta.
Restando sul ghiaccio, nel Pattinaggio di velocità pista lunga Konrád Nagy non dovrebbe lasciare il segno, mentre nel Pattinaggio di figura Ivett Tóth avrà probabilmente come obiettivo l’entrata nelle migliori venti nel singolo femminile.
Dalla neve non dovrebbero arrivare soddisfazioni: ci sono rappresentanti nello Sci freestyle, nello Sci di fondo e nello Sci alpino, dove c’è l’ex-Croato Dalibor Šamšal, che talvolta riesce ad entrare nei 30 in CdM.
Sempre nello Sci Alpino peserà l’assenza per infortunio di Edit Miklós, che nelle discipline veloci avrebbe potuto ambire ad entrare nella top 10.

ISLANDA
Bandierine nello Sci alpino (Sturla Snær Snorrason e Freydís Halla Einarsdóttir) e nello Sci di Fondo (Snorri Einarsson, Isak Stianson Pedersen e Elsa Guðrún Jónsdóttir), senza particolari pretese.
Sarà colpa dei troppi campi da calcio indoor costruiti, che hanno tolto giovani alle discipline invernali ! J

INDIA
Sesta, e a quanto pare ultima, Olimpiade per l’ormai mitico slittinista Shiva Keshavan, classe 1981, che ha madre italiana ed ha studiato in Italia. Più volte Campione d’Asia, dopo il ritiro intende dedicare maggior tempo alla recluta ed alla formazione di nuovi praticanti di questo sport nel suo Paese.
Ci sarà anche un fondista, tale Jagdish Singh.

IRAN
Quattro rappresentanti, equamente divisi fra uomini e donne, nei soliti sport: Sci Alpino (Mohammad Kiyadarbandsari e Forough Abbasi) e Sci di Fondo (Seyed Sattar Seyd e Samaneh Beyrami Baher).

IRLANDA
Oltre alle consuete rappresentanze nello Sci Alpino (Patrick McMillan, ex rugbista, e Tess Arbez) e nello Sci di Fondo (Thomas Hjalmar Westgård, metà Norvegese, metà Irlandese), c’è anche un atleta nello Sci Freestyle (Brendan Newby, Halfpipe).
Tuttavia l’atleta che dovrebbe figurare meglio è Seamus O’Connor, snowboarder nato e cresciuto negli USA – come Newby – da famiglia di evidenti origini irlandese, che nell’Halfpipe potrebbe ottenere un piazzamento dignitoso (a Sochi fu 14esimo).

ISRAELE
La rappresentanza più numerosa viene dal Pattinaggio di figura, in cui Oleksii Bychenko è fra i migliori pattinatori europei e potrebbe chiudere fra i primi 10.
Nella gara a coppie ci saranno Paige Conners ed Evgeni Krasnopolski, che potrebbero entrare nella top 20, mentre nella danza parteciperanno Adel Tankova e Ronald Zilberberg.
Israele prenderà in via anche nel Team Event, cui parteciperà anche Aimee Buchanan nel singolo femminile.
Le probabilmente uniche possibilità di medaglia vengono dallo Short Track, dove c’è Vladislav Bykanov, grande protagonista agli Europei di Dresda di poche settimane fa.
Si segnalano anche uno sciatore alpino, Itamar Biran, ed un rappresentante nello Skeleton, Adam Edelman, che ha ottenuto buoni risultati nel circuito nordamericano (livello inferiore alla CdM).

@AFP www.lastampa.it.

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ITALIA

Salvo circostanze particolarmente sfortunate, lo Sci Alpino qualche soddisfazione la dovrebbe dare: in campo femminile dovrebbero esserci maggiori possibilità, con Sofia Goggia e Federica Brignone che possono centrare il podio in tutte le discipline ad eccezione dello Slalom. Marta Bassino e Manuela Mölgg forniscono altre valide opzioni per il Gigante, mentre Johanna Schnarf e Nadia Fanchini per le discipline veloci. In campo maschile possono arrivare buoni piazzamenti dalle discipline tecniche, ma quasi tutte le speranze sono riposte sui tre moschettieri altoatesini della velocità: Dominik Paris, Petter Fill e Christof Innerhofer. Nella Combinata attenzione al gigantista Riccardo Tonetti, che si sa disimpegnare discretamente anche in Slalom, di cui è Campione italiano, e che potrebbe diventare pericoloso se finisse la discesa fra i primi 30.
Nello Sci di Fondo praticamente tutte le speranze sono riposte su Federico Pellegrino, che ha a disposizione due gare – la Sprint e la Team Sprint in coppia con Dietmar Nöckler – per cercare di portare a casa almeno una medaglia. Nelle gare di distanza può fare una bella figura anche Francesco De Fabiani, e la staffetta può puntare ad una prestazione dignitosa, ma il podio sembra difficile. In campo femminile è notte fonda.
Nella Combinata Nordica si punta tutto su Alessandro Pittin, che è il fondista più forte della disciplina, ma lo stesso non si può dire anche per il salto, pertanto spesso parte con talmente tanto distacco nel segmento di fondo che le sue grandi rimonte non sono sufficienti a raggiungere il podio. Comunque ci può provare nella gara dal trampolino piccolo, in cui i distacchi dati dalla prova di salto sono minori.
Restiamo in tema e passiamo alle gare di Salto speciale, in cui l’Italia porta due quartetti.
In campo maschile non ci sono possibilità di medaglia per Sebastian Colloredo, Davide Bresadola ed i giovani Federico Cecon ed Alex Insam, il quale è senza dubbio il più promettente e forse già il più competitivo: l’obiettivo è quello di portare atleti alla seconda serie, e quindi fra i primi trenta, mentre nella gara a squadre si tenterà di piazzarsi fra le prime otto, ma non sarà facile perchè il figlio d’arte Cecon solitamente non gareggia in CdM.
In campo femminile c’è più spazio, in quanto alcune Nazioni sono relativamente più deboli (vedi Polonia) ed il livello generale è relativamente più basso che in campo maschile, pertanto le Azzurre – le sorelle Malsiner, Elena Runggaldier ed Evelyn Insam – sono relativamente più competitive: la medaglia è difficile, ma possono arrivare buoni piazzamenti (non c’è la gara a squadre).
Possono arrivare buone soddisfazioni dal Biathlon, nel quale si cercherà di migliorare il bilancio di un bronzo conquistato a Sochi (stimiamo da una a tre medaglie).
In campo femminile la pattuglia azzurra è molto competitiva: tutti gli occhi sono puntati su Dorothea Wierer, a podio diverse volte in stagione, in particolare nella gara ad Inseguimento, e fra le top 5 in classifica generale di CdM, ma anche la giovane Lisa Vittozzi è molto completa e può puntare ad una medaglia nelle gare individuali: Alexia Runggaldier, precisissima al tiro ma non velocissima sugli sci, può fare bene nella gara individuale, in cui ottenne il bronzo ai Mondiali dello scorso anno, mentre Nicole Gontier, che ha caratteristiche opposte, può fare bene nella sprint, dove le sessioni di tiro sono solo due.
Di conseguenza l’Italia si può giocare una medaglia anche e soprattutto nella staffetta femminile, in cui può trovare posto la solida Federica Sanfilippo ed, eventualmente, Karin Oberhofer, al momento nominata come riserva in quanto sta tornando in forma dopo una sosta per maternità.
Se l’Italia ha buone possibilità di medaglia nella staffetta femminile, forse ne ha ancora di più in quella mista (due donne e due uomini), in quanto può schierare, oltre a Vittozzi e Wierer, anche due uomini molto competitivi, Lukas Hofer e Dominik Windisch, e quindi nel complesso un quartetto molto solido, anche perchè alcune Federazioni sono competitive solo in uno dei due settori.
In campo maschile c’è un certo divario fra gli atleti di punta – Hofer e Windisch – e gli altri, anche se Thomas Bormolini è in forte crescita: la staffetta pertanto, salvo coincidenze particolarmente fortunate, potrebbe essere soddisfatta di un quinto posto: pure in campo individuale le possibilità non sono molte, anche perchè Johannes Boe e Fourcade lasceranno poco spazio sul podio.
Ridotta all’osso la rappresentanza nello Sci Freestyle, in cui portiamo solo atleti nello Ski Cross, che oltretutto non partono fra i favoriti: fra essi c’è l’ex discesista Siegmar Klotz, che lo scorso anno ha deciso di cambiare disciplina con discreti risultati. Spiace per l’assenza di Silvia Bertagna, seconda in classifica generale nel Big Air, che però è disciplina olimpica solo nello Snowboard: avrebbe potuto comunque partecipare nello Slopestyle, ma la Federazione ha scelto di rifiutare uno slot che aveva ricevuto come riallocazione in seguito a rinunce di altri Paesi.
Più folta la delegazione nello Snowboard, dove ci sono ottime carte a disposizione nello Slalom Gigante Parallelo maschile (Aaron March, Mirko Felicetti e, soprattutto, Edwin Coratti e Roland Fischnaller), nel Cross maschile (Omar Visintin, Emanuel Perathoner e Michele Godino) ed in quello femminile (Michela Moioli è la donna da battere, ma ci possono provare anche Raffaella Brutto, Francesca Gallina e Sofia Belingheri).
Passiamo al ghiaccio con l’unica rappresentanza in uno sport di squadra, quella del Curling maschile (Retornaz, Ferrazza, Mosaner, Gonin, Pilzer), che si è qualificato per la prima volta “sul campo”, in quanto a Torino aveva il posto garantito come Paese ospitante: improbabile possa arrivare una medaglia, ma si può fare una figura più che dignitosa. Peccato manchi la rappresentativa femminile, bronzo agli ultimi Europei, che è stata eliminata all’extra-round dello spareggio qualificazione.
Nello Slittino, i cugini Kevin e Roland Fischnaller sono le principali carte azzurre nel singolo maschile: non sarà facile infilarsi fra i Tedeschi, anche perché ci sono pure Russi ed Austriaci, ma ci possono provare, così come Malleier/Nagler e Restner/Rieder nel doppio, e Sandra Robatscher nella gara femminile. Ci sono possibilità pure nella staffetta: su quattro gare potrebbe arrivare una medaglia.
Riguardo alle altre discipline che si svolgono nel budello, bravi Bertazzo, Bilotti, Fontana e Variola a qualificarsi nel Bob a 4, e Joseph Luke Cecchini nello Skeleton maschile, ma non ci sono possibilità di medaglia, e probabilmente neanche di un piazzamento nella top 10.
Nel Pattinaggio di Figura, Carolina Kostner è sempre l’atleta di punta: una medaglia è difficile, ci proverà senza troppe pressioni, visto che una se la è già messa al collo a Sochi, altrimenti arriverà un piazzamento a ridosso nel podio. Non lontani dalla zona medaglie potrebbero finire anche Cappellini/Lanotte nella danza: pure Guignard/Fabbri (Danza), Marchei/Hotarek (Pattinaggio artistico di coppia) e Della Monica/Guarise (Pattinaggio artistico di coppia) dovrebbero ben figurare con piazzamenti intorno alla decima posizione.
L’Italia potrebbe puntare a far bene nel Team Event, se riuscisse a limitare i danni nel Singolo maschile.
Nello Short Track le speranze sono tutte nel campo femminile, in cui Arianna Fontana proverà ad arricchire la sua già importante bacheca: tuttavia non sarà la sola azzurra a puntare ad una medaglia, in quanto anche Martina Valcepina sta ottenedo ottimi risultati, ed insieme possono provare a trascinare sul podio anche la staffetta, che verrà completata da due fra Lucia Perretti, Cynthia Mascitto e Cecilia Maffei.
Nel Pattinaggio di velocità pista lunga l’Italia punta molto sulla Mass Start, che fa il proprio esordio ai Giochi: Andrea Giovannini in campo maschile, Francesca Lollobrigida (pronipote di Gina) e Francesca Bettrone in campo femminile, fanno parte della rosa dei favoriti.
Nelle gare “classiche”, lo stesso Giovannini e Nicola Tumolero possono avvicinare il podio, e pure dall’inseguemento a squadre può arrivare una buona prestazione.

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Come sicuramente avrete già sentito, sono appena iniziati i XXIII Giochi Olimpici invernali a.k.a. Olimpiadi, che quest’anno si svolgono in Corea del Sud a PyeongChang.

Andiamo un po’ off-topic, proponendovi la nostra Preview in cui vi presentiamo tutti i Paesi partecipanti, dal Canada a Tonga, passando per l’Italia: questa è la prima parte.

Segnalateci e/o perdonateci eventuali errori, dato che per alcuni sport la conoscenza non è così approfondita.

I Paesi sono stati ordinatiin ordine alfabetico secondo il loro nome in Inglese.

ALBANIA
Due rappresentanti nello sci alpino giusto per marcare presenza: Erjon Tola fra gli uomini e Suela Mehilli fra le donne, che ci sembra di ricordare faccia la maestra di sci in Italia.

ANDORRA
Tre rappresentanti nello sci alpino, di cui una, Mireia Gutierrez, è una discreta slalomista e potrebbe anche arrivare alla seconda manche e/o ottenere un piazzamento in combinata.
Ci sono anche un discreto fondista, Irineu Esteve, che potrebbe finire fra i primi 30, ed un buon snowboarder, Lluís Marin i Tarroch, che in carriera vanta un paio di podi in CdM nello Snowboard Cross.

ARGENTINA

Due atleti nello sci alpino – non ci sono i Simari-Brikner, ma i fratelli, nati in Italia, Nicol e Sebastiano Gastaldi – e due nello sci di fondo.
CI sono pure una Slittinista (Veronica Maria Ravenna), e due Snowboarder, Matias Schmitt (Big Air e slopestyle) e Steven Williams (Cross), ma non dovrebbero portare a casa risultati significativi.

ARMENIA
Una sciatore alpino, Ashot Karapetyan, e due fondisti, Katya Galstyan e Mikayel Mikayelyan.
Mikayel sostituisce per infortunio il fratello maggiore Sergey, che a Sochi si piazzò intorno alla 45esima posizione e lo scorso anno vinse un Bronzo alle Universiadi. Anche la madre Alla partecipò alle Olimpiadi (Nagano 1998), mentre il padre è il loro allenatore.

AUSTRALIA
Sono già passati 16 anni dall’Oro di Steven Bradbury nello Short Track. Vittoria famosissima per come era arrivata e perché costituiva la prima medaglia d’Oro olimpica invernale vinta da un Paese dell’emisfero australe: successo che sarebbe stato bissato pochi giorni dopo da Alisa Camplin nell’Aerial.
Non tutti però sanno che quella di Bradbury era la terza medaglia olimpica invernale conquistata dall’Australia: la prima, un Bronzo, fu conquistata nel 1994, sempre da Bradbury ma questa volta in staffetta, mentre la seconda arrivò a Nagano 1998 nello Sci Alpino, grazie alla slalomista Zali Stegall.
A queste medaglie se ne sono poi aggiunte altre nelle ultime edizioni, per un totale di 12 (5 ori, 3 argenti e 4 bronzi).
Lo Sci Freestyle dovrebbe garantire medaglie, in particolare nelle Moguls (Matt Graham e Britteny Cox) e negli Aerials femminli (Danielle Scott, Lydia Lassila e Laura Peel): lo Snowboard non dovrebbe essere da meno, in particolare nel Cross (Alex Pullin e Jarryd Hughes), Halfpipe (Scotty James e Tess Coady) e Slopestyle (Tess Coady).
L’Australia è presente in tutte le discipline che si svolgono nel budello dell’Alpensia Sliding Centre (Bob, Slittino, Skeleton), senza possibilità di ottenere risultati di rilievo: scarsi risultati dovrebbero arrivare anche da Sci Alpino e Sci di Fondo, in cui le carte migliori sembrano rispettivamente Greta Small e l’ex slovena Barbara Jezeršek.
Nei singoli del pattinaggio artistico ci sono un paio di atleti di medio livello (Brendan Kerry e Kailani Cranie), mentre la giovane coppia formata da Katia Alexandrovskaya ed Harley Windsor è campione mondiale in carica a livello junior.
Ci sono un paio di buoni pattinatori nel pattinaggio di velocità pista lunga (Daniel Greig), e nello Short Track (Deanna Lockett).

AUSTRIA
Una delle  potenze dello sci nordico.
Molto ci si aspetta dallo sci alpino, in particolare da Marcel Hirscher, che finora ha in bacheca solo un Argento, ma possono arrivare medaglie anche dalla velocità (Mayer, Franz, Kriechmayr e Reichelt) e dalle altre discipline tecniche maschili (Matt e Feller) e qualcosa dal campo femminile (Hütter, Veith e Schmidhofer nella velocità, Bernadette Schild nello Slalom).
Nello Sci di fondo l’unica che sembra avere possibilità di medaglia è Teresa Stadlober.
Nello Snowboard maschile le possibilità di medaglia più alte sono nello Slalom Gigante Parallelo (Alexander Payer,  Andreas Prommegger e Benjamin Karl) e nel Cross (Alessandro Hämmerle su tutti, ma anche Markus Schairer); in campo femminile si punta molto sullo SG Parallelo (Julia Dujmovits, Sabine Schöffmann, Claudia Riegler e Ina Meschik) e su Anna Gasser (Big Air e Slopestyle).

Hirscher aspen timesMarcel Hirscher –  Immagine: Brennan Linsley Associated Press – www.aspentimes.com

Nello Sci Freestyle le possibilità migliori sembrano arrivare dal Cross, con Christoph Wahrstötter e Thomas Zangerl.
Facile che arrivino medaglie dallo Slittino, sia nel singolo maschile,in cui Kindl ha lottato per vincere la Coppa del Mondo di quest’anno, che ne doppio (Penz e Fischler), e di conseguenza anche nella staffetta a squadre, e non è impossibile un podio nel Bob a 4 (Benjamin Maier) e nello Skeleton femminile (Janine Flock).
Nel Biathlon maschile i posti sui gradini più alti del podio saranno probabilmente occupati da Martin Fourcade e Johannes Boe, ma del poco che resta qualcosa potrebbe andare all’Austria (Eder, Eberhard e Landertinger), fra le favorite nella staffetta maschile per un posto sul podio.
Nel salto con gli sci l’Austria, una delle nazioni guida, ha decisamente avuto momenti migliori: tuttavia Stefan Kraft, dominatore della passata stagione, è quantomeno fra i primi 5 saltatori al mondo e nella gara a squadre gli Austriaci potrebbero giocarsi il podio, se una fra Polonia, Norvegia e Germania concedesse qulcosa.
Potrebbero arrivare medaglie anche dal salto femminile (Chiara Hölzl e Daniela Iraschko-Stolz) e dalla combinata nordica (Klapfer e staffetta), mentre nel pattinaggio di velocità pista lunga ci sono buone aspettative su Vanessa Herzog.

AZERBAIGIAN
Un solo rappresentante, lo sciatore Patrick Brachner, che in realtà sarebbe Austriaco.

BIELORUSSIA
Grandi speranze di medaglia sulla biathleta Darya Domracheva, che fu la dominatrice a Sochi.
Tornata dopo una pausa per maternità, la Bielorussa è probabilmente ancora fra le prime 5 della disciplina. Attenzione anche alle compagne di squadra Krivko e Skardino, una delle migliori tiratrici del circuito: le Bielorusse possono pertanto essere competitive anche nella staffetta femminile, mentre in campo maschile Chepelin può forse puntare ad avvicinare la top 10. Eventualmente, anche la staffetta mista potrebbe chiudere in una buona posizione.
Quasi sicuramente arriveranno medaglie dallo Sci Freestyle negli Aerials, specialità collegata con la ginnastica in cui la Bielorussia eccelle: i maggiori indiziati sono Anton Kushnir e Maxim Gustik fra gli uomini, ed Hanna Huskova, Alla Tsuper ed Aliaksandra Ramanouskaya fra le donne.
Ci sono diversi atleti anche nel Pattinaggio di velocità pista lunga, e nello Sci di Fondo (il 44enne Sergei Dolidovich è abbastanza competitivo sulle lunghissime distanze), ma non dovrebbero arrivare medaglie.

BELGIO
Le principali speranze sono sul portabandiera, lo snowboarder Seppe Smits, che in passato ha conquistato alcune medaglie mondiali nel Big Air e nello SlopeStyle.
Nel Pattinaggio di velocità pista lunga c’è Bart Swings, fortissimo nel pattinaggio a rotelle su pista, che si difende egregiamente anche sul ghiaccio: ha portato a casa medaglie ad Europei e Mondiali, e quindi ci può provare, anche se non parte dalla primissima fila.
Il Belgio porta due equipaggi nel Bob a 2 femminile, con quello guidato da Elfje Willemsen che potrebbe entrare nella top 10 senza grossi problemi: quello di entrare fra le migliori dieci può essere un obbiettivo raggiungibile nello Skeleton anche da Kim Meylemans, che in passato gareggiava per la Germania.
Nel pattinaggio di figura ci sono i fratelli Jorik e Lorena Hendricks, che gareggiano nel singolo maschile e femminile, e per i quali un piazzamento nei 20 potrebbe essere un obiettivo verosimile, mentre nel Biathlon ci sono due discreti atleti, Fabien Claude ed il personaggio Michael Rösch, importati rispettivamente da Francia e Germania, che potrebbero ottenere dei discreti piazzamenti, anche se le medaglie sono piuttosto lontane.

BERMUDA
C’è un solo atleta, il fondista – nato in Texas – Tucker Murphy: è alla sua terza Olimpiade dopo Vancouver (88esimo nella 15 km) e Sochi (84esimo nella 15 km). Chissà se gareggerà in pantaloncini.

BOLIVIA
Altra delegazione presente tanto per piantare una bandierina; qui gli atleti sono due, il fondista Timo Juhani Grönlund, che sembrerebbe almeno per metà Svedese, e lo sciatore alpino Simon Breitfuss Kammerlander, che sarebbe un Austriaco trapiantato in Sud America al seguito del padre maestro di sci. E’ stato contattato dalla Federazione sciistica boliviana durante un periodo di studi in tale Paese. Attualmente vive sei mesi in Austria e sei mesi in Bolivia, allenandosi principalmente in Tirolo ed in Cile.

BOSNIA ED HERZEGOVINA
Quattro atleti, equamente divisi per genere e per sport (Emir Lokmić e Elvedina Muzaferija nello Sci Alpino, e Mladen Plakalović e Tanja Karišik nello Sci di fondo): finiranno nelle retrovie.

BRASILE
La rappresentenza più numerosa viene dal Bob, in cui i Sudamericani si qualificano per le competizioni maschili a 2 ed a 4 : il pilota sarà Edson Luques Bindilatti, che nei ranking della IBSF è posizionato intorno alla trentesima piazza nelle classifiche di bob a due, ed intorno alla ventesima nel bob a 4. In entrambi i casi ha più punti del miglior Italiano in graduatoria.
Oltre alla consueta apparizione in spirito decoubertiniano nello Sci alpino (Michel Macedo) e nello Sci di Fondo (Victor Santos e Jaqueline Mourão), c’è anche una pattinatrice di figura, Isadora Williams, cresciuta negli USA. A Sochi finì 30esima, così come ai Mondiali dello scorso anno, probabile che anche in Corea del Sud il piazzamento sarà in quella zona.
Nello Snowboard cross c’è la 41enne Isabel Clark Ribeiro, 25esima in classifica di CdM.

BULGARIA
Si punta tutto sullo Snowboard: il portabandiera Radoslav Yankov ha vinto la Coppa del Mondo dello scorso anno nello Slalom Gigante Parallelo, ed è uno dei favoriti in questa disciplina, mentre in campo femminile Aleksandra Zhekova in carriera ha ottenuto diversi podi nello Snowboard Cross, anche se la maggior parte di essi sono arrivati intorno al 2011.
Per il resto ci sono un dignitoso fondista, Veselin Tzinzov, ed un dignito saltatore, Vladimir Zografski, che potrebbe arrivare alla seconda serie, chiudendo così fra i primi trenta. Folta la pattuglia del Biathlon, che vanta una decina di elementi, equamente divisi fra i due generi: Vladimir Iliev e, soprattutto, Krasimir Anev sembrano le carte migliori, anche se probabilmente potranno ambire al massimo ad un buon piazzamento.

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]]> /approfondimento/ot-olimpiadi-2018-parte/feed/ 0 Preview: UEFA Europa League 2016/17 – Fase a Gironi /preview-review/uefa-europa-league-201617/ /preview-review/uefa-europa-league-201617/#comments Wed, 14 Sep 2016 15:58:04 +0000 /?p=4336   GRUPPO A Manchester United FC 70% Fenerbahçe SK 55% Feyenoord Rotterdam 35% FC Zorya Luhansk 40% Girone molto bello e molto caldo, sia sul campo che sugli spalti: si affronteranno alcuni grandissimi nomi...

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GRUPPO A

Manchester United FC 70%
Fenerbahçe SK 55%
Feyenoord Rotterdam 35%
FC Zorya Luhansk 40%

Girone molto bello e molto caldo, sia sul campo che sugli spalti: si affronteranno alcuni grandissimi nomi del calcio europeo, dal blasone e dalle rose non da poco conto: se tutte le squadre affronteranno la competizione al massimo delle loro potenzialità, ci sarà da divertirsi.
Manchester United ovviamente favorito, ma qualora dovesse mettere questa competizione in secondo piano, potrebbe rischiare: come rosa il Fenerbahçe è superiore a Feyenoord e Zorya, ma come solidità ed organizzazione tattica non è detto.
Forse più lo Zorya che il Feyenoord ne potrebbe approfittare qualora i Turchi, o, al limite, i Red Devils, dovessero prendere questa UEL troppo alla leggera: gli Ucraini sono una squadra abbastanza “misteriosa”, ai più abbastanza sconosciuta, ma negli scorsi due anni è stata eliminata di misura solo ai Play-off di UEL (nel 2014/15 proprio dal Feyenoord, per giunta all’ultimo secondo) e la scorsa stagione ha chiuso il Campionato ucraino al quarto posto; non sono quindi qui per caso e, anche se non è facile soppesare la loro forza, vanno presi in grande considerazione. A loro sfavore potrebbe giocare il fatto che ospiteranno le gare casalinghe in campo neutro – comunque sempre in Ucraina – in quanto Luhansk si trova praticamente al confine con la Russia ed è stata fortemente colpita dal conflitto in atto in quell’area: avversari di questo calibro potrebbero comunque portare allo stadio un buon numero di tifosi.
Da segnalare Ibrahimovic, che vorrebbe tanto vincere la Champions League, “declassato” in Europa League, il ritorno di Nani e Van Persie all’Old Trafford, e che tutte le squadre di questo girone – tranne i Turchi, scesi dall’UCL – erano qualificate di diritto alla Fase a Gironi senza passare per i Preliminari.

 

GRUPPO B

Olympiacos FC 65%
APOEL FC 45%
BSC Young Boys 45%
FC Astana 45%

Singolare il fatto che tutte e quattro le squadre provengono dai Preliminari di Champions League: girone nel complesso abbastanza equilibrato, in cui tutte hanno possibilità, anche abbastanza vicine, di passare.
Normalmente l’Olympiacos sarebbe favorito, e non di poco, ma quest’anno non ha destato una grande impressione né nei turni preliminari di Champions League, ne nel PO di Europa League: interessante la sfida fra il club più titolato di Grecia e quello più titolato di Cipro, dove quello con i Biancorossi sarà probabilmente un incontro di cartello.

 

GRUPPO C

RSC Anderlecht 60%
AS Saint-Etienne 60%
1. FSV Mainz 05 35%
Gabala FK 45%

Altro girone interessante e piuttosto equilibrato, con nessuna delle quattro tagliata fuori dal discorso qualificazione e nessuna favorita.
Anderlecht non benissimo nei Preliminari di UEL, pur contro un difficile Rostov, ma straripante nei PO di UEL, nonostante la rosa quest’anno sia abbastanza un cantiere aperto, mentre il Saint-Etienne è uscito indenne da un paio di turni di qualificazione non semplici contro AEK (Atene) e Beitar Gerusalemme: in ogni caso i Verdi stanno incominciando ad accumulare una discreta esperienza europea.
Il Mainz ultimamente in Europa non è che abbia dato particolare lustro alla Germania, e, non essendo certo una big del calcio tedesco, potrebbe avere una rosa non attrezzata a reggere il doppio confronto, mentre il Gabala/Qabala da un paio di anni sta dimostrando una certa solidità anche in campo continentale e non starà certo a fare la vittima sacrificale.
Non vediamo il Mainz fra le prime due, fra le quali di conseguenza dovrebbero rientrare Anderlecht ed ASSE, ma il Gabala potrebbe sparigliare le carte spostando gli equilibri del Girone, sia passando il turno, sia facendo perdere la qualificazione a qualche altra squadra.

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Allsvenskan-2016

L’Edizione 2016 dell’Allsvenskan, il massimo Campionato svedese, è iniziata da poche giornate: lo scorso anno questa competizione, spesso contendibile da un numero relativamente elevato di squadre, ci aveva entusiasmato, grazie soprattutto ad una tiratissima volata a tre per la conquista del Titolo, risoltasi solo all’ultima giornata in favore dell’IFK Norrköping.
Quest’anno abbiamo deciso di provare a presentarvi tutte le 16 squadre al via, sperando che possiate apprezzare.
Nel presente articolo iniziamo con le prime otto, in rigoroso ordine alfabetico: AIK, BK Häcken, Djurgårdens IF, Falkenbergs FF, Gefle IF, GIF Sundsvall, Hammarby IF, Helsingborgs IF

 

AIK

Squadra storicamente da piani alti della classifica – 11 Titoli svedesi in bacheca – nonchè una delle più sostenute nel Paese: lo scorso anno, pur perdendo pedine importanti come Alexander Milosevic, Ibrahim Moro, Kennedy Igboannike, Nabil Bahoui e, soprattutto, il costaricano Celso Borges, arrivò comunque un terzo posto finale dopo una testa a testa per il titolo – con IFK Norrköping e IFK Göteborg – durato fino all’ultima giornata, grazie soprattutto ad un filotto di 9 vittorie consecutive nella seconda metà della Stagione.
Quest’inverno i movimenti di mercato più importanti sono arrivati sul fronte offensivo, che ha visto partire il sierraleonese Mohamed Bangura, uno che difficilmente fa due anni di fila nella stessa squadra, in direzione Cina, e l’eritreo Henok Goitom, ex Udinese, in direzione Getafe.
In porta confermatissimo il numero 1 Patrik Carlgren, neo Campione d’Europa con l’Under 21, mentre al centro della difesa, accanto all’esperto gigante olandese Jos Hooiveld, tornato la scorsa Estate all’AIK dopo 5 anni e mezzo in giro per il Regno Unito (Celtic, Norwich, Southampton e Milwall), dovrebbero giocarsi il posto l’altrettanto esperto Per Karlsson, una delle bandiere del club, ed il giovane finlandese Sauli Väisänen, Nazionale Under 21 del suo Paese.
A destra trova posto il Nazionale islandese Haukur Heidar Hauksson, che potremmo forse vedere più da vicino ad Euro 2016, mentre a sinistra gioca il capitano, il 36enne Nils-Eric Johansson, all’AIK dal 2007, quando arrivò dal Leicester City.
Il nucleo del centrocampo è di matrice africana, in quanto dovrebbe basarsi nuovamente sull’esperienza di Dickson Etuhu, ex Fulham ed ex Nazionale nigeriano, e sulla freschezza del 19enne ghanese Ebenezer Ofori, mentre sugli esterni dovrebbero alternarsi il nippo-svedese Stefan Ishizaki, ex Elfsborg e LA Galaxy, ma ha anche un fugace lontano passato in Italia (Genoa), Johan Blomberg ed il Nazionale iracheno Ahmed Yasin.
Il jolly Amin Affane, 22 anni, che al momento non sembra aver mantenuto le attese di quando era in orbita Chelsea, dovrebbe garantire fantasia e duttilità, potendo giocare sia come ala che come trequartista o seconda punta, permettendo al mister Andreas Alm, in sella da cinque anni, di passare da un classico 4-4-2 al 4-2-3-1.
Nel rivoluzionato settore offensivo abbondano i centimetri, grazie al ritorno del finlandese Eero Markkanen (1,97 m) dalla non fortunatissima esperienza al Real Madrid Castilla, agli arrivi dell’Ibra dei poveri (anche lui ha origini bosniache) Denni Avdic (1, 93 m), tornato in Svezia dopo alcuni anni spesi fra Germania e Paesi Bassi, e del giovane Sergio Carlos Strandberg (1,87), giunto in prestito dal CSKA Mosca, ed alla conferma del norvegese Fredrik Brustad (1,92 m).

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allianz-arena_1157Immagine: www.travelwiz.ro

Oggi ci va di andare a curiosare all’estero, come talvolta abbiamo già fatto sulla nostra pagina Facebook, per vedere quanto effettivamente costa andare allo stadio fuori dall’Italia, senza intenti polemici, senza voler dire che una squadra è meglio di un’altra, o che un Paese è meglio di un altro, anche perché ogni club adotta determinate - si presume ponderate - politiche di prezzo a seconda di un certo numero di variabili, che possono cambiare da Paese a Paese o da città a città.

Oggi è il turno dell’FC Bayern München, la squadra più seguita di Germania, spesso citata come esempio positivo quando si parla di questa tematica.
A quanto ci risulta – potremmo sbagliare - buona parte dei posti dell’Allianz Arena è occupata dagli abbonati; tuttavia alcuni tagliandi sono riservati alla vendita libera, onde evitare che vedere le partite del Bayern sia impossibile eccetto che per i “soliti noti”.

CAMPIONATO

Per quanto riguarda le partite della Bundesliga, i Bavaresi sembrano adottare una politica di prezzo statica ed omogenea, che non varia a seconda dell’avversario.

Si può vedere la partita in una delle due curve - rigorosamente in piedi - a partire da 15 € (più spese di spedizione/prelazione se presi su internet): un prezzo in linea, o poco più competitivo, rispetto alle curve italiane, dove - escluso lo Juventus Stadium - in media si va dai 15 € ai 25 €.
Rigorosamente in piedi perché in Germania, come in altri Paesi del Nord Europa, i seggiolini non vengono sistemati in alcune zone delle “curve”, solitamente riservate al tifo più caldo, mentre – supponiamo – per le partite di UEFA Champions League vengono posizionati seggiolini removibili (non prendete ciò per oro colato).

Va però detto che i posti disponibili a tale prezzo sono solo quelli del primo anello delle due curve, circa 13.500, una percentuale abbastanza bassa rispetto alla capienza complessiva (75.000 circa), mentre in altri stadi, italiani e non, i biglietti “economici” spesso riguardano le intere curve (o c’è poca differenza fra i vari anelli), e quindi una parte dello stadio più ampia.

Poi, sempre nelle curve, si sale a 35 € per il terzo anello ed a 45 € per il secondo, quello che dovrebbe garantire la visuale migliore.

Nelle tribune andiamo dai 60 € per il terzo anello ai 70 € per il primo ed il secondo, mentre gli abili diversamente possono entrare nei settori a loro riservati per soli 5 €.

http://www.fcbayern.de/media/native/tickets/Preisliste%202015_16_081015.pdf

Prezzi piuttosto competitivi se li compariamo con la Juventus, il “Bayern italiano” per successi, seguito ed impianto (30/45 € per le curve, anche se vale sempre il discorso del maggior numero di posti, in proporzione, a prezzo “più basso”, 70/150 € per le tribune, a seconda dell’avversario), ed in linea con quelli medi delle altre squadre di Serie A.

I prezzi bavaresi diventano però più competitivi se consideriamo che il salario medio in Germania è più alto, intorno ai 2.500 € al mese, stando ad una ricerca su internet tanto veloce quanto fallibile, mentre in Italia dovrebbe essere intorno a 1.400 €: certo il costo della vita è in generale più elevato nel Paese teutonico, ma neanche troppo (dipende dalle varie voci), e quasi sicuramente il rapporto favorisce i Tedeschi.

Va inoltre ricordato che sul sito dell’FC Bayern München sembra esserci la possibilità di acquistare i posti degli abbonati che saltuariamente non possono presenziare ad alcune partite, ma su ciò evitiamo di approfondire.

 

UEFA CHAMPIONS LEAGUE

Se andiamo a considerare i prezzi per le partite di UEFA Champions League, in particolare quelli per l’Ottavo di Finale contro la Juve, i numeri aumentano sensibilmente, andando a prendere e, forse, superare i prezzi dello Juventus Stadium (curve a 45 €, tribune fra i 75 € ed i 150 €), che non differiscono da una partita di cartello di Serie A come Juventus vs Napoli.

Se il costo di un biglietto per i pochi “fortunati” del primo anello delle due curve è ancora abbastanza basso (35 €), aumenta notevolmente per il terzo anello (60 €) e per il secondo, dove arriva addirittura a 90 €.
Nelle tribune viaggiamo a 110 € per il terzo anello e 130 € per i primi due.
Non è quindi vero, come mi è talvolta capitato di leggere e sentire, che in Germania non “speculano” più di tanto sulle partite di cartello, come è anche comprensibile e, forse, naturale che sia.

http://www.fcbayern.de/media/native/tickets/Preisliste%20UCL_Achtelfinale_1516.pdf

 

ABBONAMENTI

Nelle curve, il soliti 13.500 “fortunati” si vedono – in piedi – tutta la stagione del Bayern a soli 140 €, ma, se saliamo qualche gradino, nel terzo anello si paga 340 €, mentre nel secondo 510 €; cifre, queste ultime due, che in Italia vengono chieste in media  per i “Distinti” (la tribuna meno “bella” o scoperta), o, più o meno, nelle curve dello Juventus Stadium (450 €, se i dati che abbiamo reperito sono corretti).
Personalmente (Maxi Lozzo) in curva, per una squadra i cui prezzi sono abbastanza nella media in Italia, pago circa 200 € in uno stadio che non è l’Allianz Arena o lo JS, ma dove la partita si vede dignitosamente e dove i posti a tale prezzo sono, ad occhio e croce,  circa il 40% del totale.

Nelle tribune si va dai 630 € per il terzo anello ai 750 € per i primi due: prezzi in linea con quelli medi italiani per i settori di maggior pregio ed anche con quelli dello Juventus Stadium, eccezion fatta per la Tribuna Est centrale.
Prezzi dimezzati per bambini e ragazzi (non sappiamo fino a quale età, ma ricordiamo che in genere, dove c’è un bambino, c’è anche almeno un accompagnatore che paga a prezzo pieno) e simbolici per gli abili diversamente (80 €).
Va sempre tenuta presente la differenza di salario medio fra Germania ed Italia e va pure considerato che in Germania si giocano due partite in meno all’anno in casa.

http://www.fcbayern.de/de/tickets/jahreskarten/

I discorsi che ho sentito e/o letto più volte, in particolare qua e là su Facebook, secondo i quali “in Germania con 8 € vai all’Allianz Arena, mentre in Italia spendi 25 € per il Settore Ospiti del Castellani, del Matusa o del Franchi (Siena o Firenze che sia)”, o che ho letto più volte sui siti di importanti testate d’Oltremanica riguardo agli oggettivamente eccessivi prezzi degli stadi inglesi “in Germania con 8 € vai all’Allianz Arena, mentre in Inghilterra paghi £ 65 per un incontro all’Emirates Stadium”, hanno un fondo di verità, perché per una parte minoritaria degli abbonati al club bavarese andare allo stadio costa effettivamente 8 € a partita, ma sono anche leggende metropolitane, oppure scorretti, perché il costo di una partita per un abbonato non va mai confrontato con il costo di una partita “occasionale”.

Quello dei prezzi popolarissimi all’Allianz Arena è quindi in parte una ammirevole verità, ma è anche in (buona) parte un mito, che però viene spesso sottolineato, sia dalla società stessa che dai media, e pertanto rimane spesso nell’immaginario collettivo: è un po’ come se un politico tagliasse le tasse ad una parte (molto) minoritaria della popolazione, e poi andasse ripetendo ad ogni occasione di aver preso tale provvedimento (fatto vero), omettendo però di sottolineare il numero ridotto di coloro che ne hanno beneficiato, in modo tale che fra l’opinione pubblica passi l’idea che tale politico abbia tagliato le tasse (in pratica si gioca con le parole, il detto ed il non detto, in modo da non dire una bugia, ma neanche la verità).

Se confrontiamo il costo di una partita nel settore più economico per un abbonato all’FC Bayern München (8 €) con quello per un abbonato “medio” italiano in curva (circa 10 €), come prezzi in valore assoluto siamo più o meno lì, anche se poi va sempre tenuto conto di altre variabili, come il salario medio netto più alto dei Tedeschi, la eventuale differenza di comodità dell’impianto o la quantità di posti disponibili a prezzo “popolare” rispetto alla capienza totale dello stadio, al numero di tifosi della squadra ed agli abitanti della città.
Lo stesso vale quando si fa il confronto fra Germania ed Inghilterra: il concetto di fondo che andare allo stadio Oltremanica costi (molto) di più che in Baviera è probabilmente inattaccabile, ma per quantificarlo bisogna tener conto delle variabili appena citate (ovviamente nel paragone si considerino le variabili economiche inglesi).

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FIFA Puskás Award 2015: le nomination ! /preview-review/puskas-award-2015-nomination/ /preview-review/puskas-award-2015-nomination/#comments Mon, 11 Jan 2016 18:32:07 +0000 /?p=4107   Da alcune settimane è partita la sfida per determinare il vincitore del 2015 FIFA Puskás Award, riconoscimento che premia il gol più bello dell’anno, o, meglio, del periodo di tempo che va da inizio Ottobre...

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Da alcune settimane è partita la sfida per determinare il vincitore del 2015 FIFA Puskás Award, riconoscimento che premia il gol più bello dell’anno, o, meglio, del periodo di tempo che va da inizio Ottobre 2014 a fine Settembre 2015; per chi non lo sapesse, il Puskás Award è stato istituito il 20 ottobre 2009 dalla FIFA su richiesta del presidente Joseph Blatter ed è stato intitolato a Ferenc Puskás, indimenticato attaccante di Budapest Honvéd e Real Madrid, nonché della Nazionale Ungherese (con anche qualche presenza in quella spagnola), scomparso tre anni prima.

I criteri per la scelta dei ”nominati” sono:
- la bellezza del gol (criterio soggettivo: tiro dalla distanza, azione di squadra, gol acrobatico, ecc.)
- l’importanza della partita (criterio oggettivo: in ordine decrescente, selezioni nazionali maggiori, tornei continentali e campionati di massima divisione)
- il gol non deve essere frutto di un episodio fortuito, un errore o una deviazione di un compagno di squadra o di un avversario
- il fair play: il giocatore non deve aver agito in maniera scorretta durante la partita oppure, per esempio, essere stato accusato di doping.

Ecco lista dei candidati, se volete, esprimete pure la vostra preferenza nei commenti a questo post.

Carli Lloyd (USA)
Lionel Messi (FC Barcelona)
Alessandro Florenzi (Roma)
Philippe Mexes (AC Milan)
Marcel Ndjeng (FC Paderborn 07)
Carlos Tevez (Juventus)
Gonzalo “Chory” Castro (Real Sociedad)
David Ball (Fletwood Town)
Wendell Lira (Goianésa)
Esteban Ramirez (Herediano)

La lista è già stata ridotta da dieci a tre nomi, ed il vincitore sarà premiato nel Gennaio 2015, durante il gala di Zurigo in cui sarà consegnato il Pallone d’Oro. Potete votare sul sito della FIFA.

Alessandro Florenzi (AS Roma)
Wendell Lira (Goianésa)
Lionel Messi 
(FC Barcelona)

Qui sotto ecco il video di tutti e 10 i goal: https://www.youtube.com/watch?v=5mg29XWuyEY

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Approfondimento: Barbados vs Grenada (Caribbean Cup 1994), la partita più pazza al mondo /approfondimento/barbados-grenada-caribbean-cup-1994/ /approfondimento/barbados-grenada-caribbean-cup-1994/#comments Wed, 16 Dec 2015 23:52:31 +0000 /?p=4082   Cari Lettori, oggi vi raccontiamo di un’assurda partita che probabilmente interesserà soltanto a veri malati di calcio, che però non saranno mai tanto malati quanto chi ha progettato il regolamento che ha reso possibile...

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Cari Lettori, oggi vi raccontiamo di un’assurda partita che probabilmente interesserà soltanto a veri malati di calcio, che però non saranno mai tanto malati quanto chi ha progettato il regolamento che ha reso possibile tale vicenda.
Dobbiamo tornare indietro di una ventina d’anni, precisamente al 1994, ed spostarci al di là dell’Oceano Atlantico, precisamente ai Cairaibi, per raccontarvi gli incredibili avvenimenti del match di qualificazione alla Caribbean Cup 1994 fra Bardados e Grenada, fra regolamenti assurdi, volontari tentativi di autogoal e squadre che difendevano la porta avversaria.

 

IL REGOLAMENTO

Il formato delle Qualificazioni alla Carribean Cup 1994 – competizione, riservata alle squadre caraibiche, che, oltre a decretare la squadra Campione dei Caraibi, qualifica alla CONCACAF Gold Cup – prevedeva l’esistenza di sei gruppi (quattro da tre squadre e due da quattro), le cui sei vincitrici avrebbero raggiunto Trinidad & Tobago (Paese ospitante) e la Martinica (Campione in carica) alla Fase Finale.
Ogni Girone prevedeva partite di sola andata, tutte ospitate da uno dei Paesi presenti nel raggruppamento.
Fin qui tutto normale, non fosse che nel regolamento c’erano un paio di particolarità: non erano ammessi i pareggi, e pertanto, in caso di equilibrio dopo il 90’, si disputavano Tempi Supplementari ed eventualmente rigori, ed inoltre l’eventuale golden goal segnato nell’Extra-Time valeva doppio (es. una vittoria per 3-2 d.t.s. diventava 4-2) e la vittoria nei tiri dagli 11 metri valeva come un goal segnato (es. se una partita finiva 1-1 al 120’, diventava un 2-1 per la squadra che vinceva ai calci di rigore).

IL GRUPPO 1

Il Gruppo incriminato fu proprio il primo, il Gruppo 1, in cui erano state sorteggiate Porto Rico, Barbados e Grenada.
Nel primo incontro Barbados perse 0-1 in casa da Porto Rico, e fin qui niete di strano, mentre nel secondo Grenada sconfisse Porto Rico per 1-0 con un goal nei Tempi Supplementari, e pertanto, in seguito al regolamento di cui vi abbiamo appena parlato, tale risultato si “trasformò” in un 2-0.
Pertanto, dopo due partite disputate, ed una ancora da giocare (Barbados vs Grenada), la situazione in classifica era la seguente:

1. Grenada 3 (1 partita giocata | differenza reti +2)
2. Porto Rico 3 (2 | -1)
3. Barbados 0 (1 | -1)

 

BARBADOS – GRENADA

Nell’incontro conclusivo del Girone, disputatosi il 27 Gennaio 1994 al Barbados National Stadium di Saint Michael, i padroni di casa per qualificarsi avevano bisogno di vincere con due goal di scarto, perché uno solo avrebbe lasciato Grenada avanti nella decisiva differenza reti (+1 a 0).
La partita si mise bene per Barbados, che si portò sul 2-0, risultato che lo avrebbe qualificato, ma all’83’ Grenada accorciò le distanze, tornando avanti nella differenza reti, chiudendosi così in difesa per proteggere il risultato qualificante.
Non riuscendo a sfondare la difesa ospite, ed avvicinandosi il triplice fischio, all’improvviso un certo Sealy – difensore di Barbados – se la passò diverse volte con il portiere e poi si fece, apparentemente senza motivo, un autogoal deliberatamente, lasciando il pubblico e gli spettatori allibiti.
I giocatori e la panchina di Grenada ci misero poco però a capire che quella di Barbados era una strategia per portare il match ai Tempi Supplementari, ed avere così mezzora in più per segnare il (golden) goal, che sarebbe valso doppio e che li avrebbe portati alla Fase Finale.
Allora la contromisura presa dai giocatori della Grenada fu quella di cercare di fare un goal o, più facile, di farsi un autogoal, al fine di vincere o di perdere con un solo goal di scarto, dal momento che la sconfitta per 3-2 li avrebbe comunque qualificati per differenza reti.
La scena divenne surreale, con i giocatori di Barbados che, oltre alla propria porta, si misero a difendere anche la porta avversaria, mentre Grenada cercava di buttarla in una rete, non importava quale.
Alla fine, quando arrivò il triplice fischio, il risultato era ancora fermo sul 2-2, e pertanto si andò ai Tempi Supplementari, dove fu partita “vera” ed un tal Thorne segnò il golden goal che diede a Barbados la vittoria per 3-2 - che da regolamento divenne un 4-2 – e quindi la qualificazione.
Dopo tanto sforzo, Barbados andò a giocare la Fase Finale, ma arrivò terzo nel suo Girone (dietro a Trinidad & Tobago e Guadalupa, davanti alla Martinica) e fu eliminato dalla competizione, che fu vinta dai padroni di casa di Trinidad & Tobago, che sconfissero in Finale la Martinica per 7-2.

C’è anche un video, non propriamente in HD, su questa magica partita:

Ringraziamo Il Caporale, nostro amico e lettore, per averci illuminato circa questa epica vicenda !

Se volete qualche informazione in più sulla Caribbean Cup ai giorni nostri, vi rimandiamo alla preview sull’Edizione del 2014 che avevamo preparato lo scorso anno.
Gruppo A: /previsioni-resoconti/preview-2014-caribbean-cup-gruppo-a/
Gruppo B: /previsioni-resoconti/preview-caribbean-cup-2014-gruppo-b/
Finale: /previsioni-resoconti/preview-caribbean-cup-2014-final/

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